Julian rimase immobile per qualche secondo, il cuore che batteva all’impazzata. Poi, riprendendo il controllo, si avvicinò a Victor con uno sguardo determinato. — Victor, fermati. Isabella non ha fatto nulla di male e non permetterò a nessuno di macchiarne il nome, disse con fermezza.
Il silenzio calò nella grande stanza. Victor, sorpreso da tanta sicurezza, cercò di protestare, ma Julian alzò la mano, inflessibile. — Ti sbagli. Ho indagato personalmente. Isabella è onesta e leale. Le sue mani non sono mai state coinvolte in nulla di illegale. Punto.
Poi si voltò verso Isabella, che tremava ancora, con le lacrime agli occhi. — Non preoccuparti, sussurrò dolcemente. Sono dalla tua parte. Nessuno potrà accusarti finché sarò qui.
Victor, sentendo che la sua autorità era stata spazzata via, se ne andò senza dire una parola, il volto rosso di rabbia. Julian accompagnò Isabella in salotto, la abbracciò dolcemente e le disse: — Non hai nulla da temere. Ti credo e ti proteggerò sempre.
Quel giorno Isabella capì di aver trovato non solo un datore di lavoro, ma un vero alleato, un uomo pronto a difendere il suo onore e a credere in lei nonostante tutte le tempeste.
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