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Tumore alla prostata: quanto influisce l’eiaculazione sul rischio secondo gli studi scientifici

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Studi chiave a confronto

Ecco alcuni dei risultati più rilevanti:

Studio Harvard 2017: condotto su oltre 30.000 uomini tra i 20 e i 29 anni, ha dimostrato che chi eiaculava almeno 21 volte al mese aveva un rischio inferiore del 33% di sviluppare un tumore alla prostata rispetto a chi eiaculava solo 4–7 volte.

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Studio 2023: su 456 uomini tra i 40 e gli 80 anni, ha rilevato benefici già a partire da 4 eiaculazioni al mese, anche se in misura minore rispetto allo studio di Harvard.

Quante eiaculazioni sono consigliate al mese?

Non esiste ancora un consenso scientifico univoco sul numero ideale di eiaculazioni mensili per proteggere la salute della prostata. I dati variano in base a età, condizioni cliniche e stile di vita. Tuttavia, gli studi sembrano indicare che mantenere una certa regolarità — anche solo settimanale — potrebbe avere effetti positivi.

Dubbi e limiti degli studi esistenti

Nonostante le evidenze, restano ancora molte incertezze. Le principali riguardano:

  • L’età dei soggetti: i benefici sembrano variare in base alla fascia d’età, con differenze tra uomini giovani e anziani.
  • La raccolta dei dati: la maggior parte delle ricerche si basa su dichiarazioni personali, spesso influenzate da imbarazzo o reticenze.
  • La varietà dei metodi di indagine: i criteri adottati negli studi non sono sempre omogenei, rendendo difficile una sintesi conclusiva.

Ad oggi, non è ancora possibile affermare con certezza scientifica che l’eiaculazione frequente riduca il rischio di tumore alla prostata. Tuttavia, il legame esiste ed è stato osservato in più di uno studio. Proprio per questo, il tema merita ulteriori approfondimenti, soprattutto in chiave preventiva.

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