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Tumore alla prostata: quanto influisce l’eiaculazione sul rischio secondo gli studi scientifici

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Uno studio suggerisce che l’eiaculazione frequente potrebbe ridurre il rischio di tumore alla prostata. Ecco cosa dicono le ricerche.

 

In Italia, l'80% degli uomini non si sottopone a visite andrologiche periodiche, considerandole superflue. Eppure, le malattie urologiche e i disturbi legati al sistema riproduttivo maschile sono tutt'altro che rari. Tra queste, il tumore alla prostata è una delle patologie più comuni: si tratta del secondo tipo di cancro più diagnosticato negli uomini a livello globale.

Qual è il legame tra eiaculazione e salute della prostata?

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La prostata ha un ruolo chiave nella produzione e conservazione del liquido seminale. Negli ultimi decenni, diversi studi si sono concentrati su una domanda precisa: la frequenza dell'eiaculazione può influenzare il rischio di sviluppare un tumore alla prostata?

Le risposte non sono sempre state concordi, ma una recente revisione scientifica offre nuove prospettive. Analizzando 11 studi pubblicati negli ultimi 33 anni, è emerso che in 7 casi su 11 è stata osservata una relazione positiva tra frequenza eiaculatoria e riduzione del rischio di tumore.

I benefici dell’eiaculazione regolare

Secondo i ricercatori, un'eiaculazione frequente potrebbe contribuire a drenare tossine e sostanze nocive che, accumulandosi nella prostata, aumentano il rischio di alterazioni cellulari. La revisione, pubblicata su Clinical Genitourinary Cancer, suggerisce che un’attività eiaculatoria regolare possa svolgere un ruolo protettivo, anche se non sono ancora chiari i meccanismi biologici precisi.

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