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Semi di chia, il superfood ricco di omega 3 che protegge il cuore e il cervello

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I semi di chia custodiscono al loro interno una serie di sostanze antiossidanti: non solo acido ascorbico (ossia la vitamina C), ma anche acido ferulico, acido caffeico e quercetina. Questo vuol dire che consumarne nelle giuste quantità potrebbe aiutare a mantenere giovane la pelle, a contrastare l'azione dei radicali liberi e dunque l'invecchiamento cellulare. La presenza di vitamine del gruppo B promuove invece il buon funzionamento del metabolismo. Infine, i semi di chia rappresentano una buona fonte di calcio, che fa bene alla salute di ossa e denti, e di altri minerali tra cui fosforo, magnesio, ferro e potassio.

Quanti semi di chia mangiare al giorno
La porzione giornaliera di semi di chia è di 15 grammi (circa 70 kcal). Una persona adulta può aumentare la dose giornaliera anche fino a 25 grammi (circa due cucchiaini e mezzo) e non si dovrebbero mai superare i 30 grammi. Possono essere inseriti nella dieta dei bambini, evitando però di superare i 10 grammi al giorno.

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Come mangiare i semi di chia
I semi di chia, per sfruttarne tutte le proprietà nutrizionali, andrebbero consumati a crudo aggiunti a una pietanza, come lo yogurt o un budino, o a un elemento liquido. Possono essere anche incorporati a impasti molli come pane, focacce, torte salate, ma anche le polpette di lenticchie, ceci o spinaci.

I semi di chia fanno dimagrire?
I semi di chia sono un alimento dimagrante, prima di tutto perché hanno un elevato potere saziente, e quindi favoriscono un ridotto consumo di cibo. E poi grazie al calcio, che gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo dei lipidi, in quanto aiuta a bruciare i grassi. Inoltre, il loro contenuto di fibre favorisce la peristalsi e aiuta a ridurre il senso di gonfiore.

Controindicazioni
I semi di chia non presentano particolari controindicazioni. Sono ben tollerati, tuttavia, consumarne troppi in una sola volta può causare disturbi addominali, stitichezza e gonfiore. Per questo motivo è importante bere adeguate quantità di acqua, soprattutto se i semi non sono stati pre-ammollati. Coloro che soffrono di malattie infiammatorie intestinali come la colite ulcerosa, il morbo di Crohn o la diverticolite potrebbero aver bisogno di regolare l’apporto di fibre o limitare il consumo di cibi ricchi di fibre come i semi di chia.

Bisogna fare attenzione nel caso si stia assumendo farmaci per l'ipertensione o il diabete, perché i semi potrebbero aumentare l'attività del farmaco. Rivolgersi al proprio medico di famiglia o al dietista per indicazioni. Vanno poi evitati se si è allergici alle noci e ai semi: è raro, ma meglio non rischiare.

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