ADVERTISEMENT

QUANDO LA NEBBIA È NELLA TESTA… MA NASCE NELL’INTESTINO

ADVERTISEMENT
ADVERTISEMENT

Il nostro intestino ospita più di cento trilioni di microbi, tra batteri, virus e funghi. Insieme formano il microbiota, una vera comunità intelligente che partecipa a ogni processo vitale, digestione, produzione di vitamine, regolazione immunitaria e perfino creazione dei neurotrasmettitori dell’umore.
Il problema nasce quando questa comunità perde equilibrio. Cattive abitudini alimentari, stress cronico, antibiotici, metalli pesanti, disbiosi o infezioni latenti possono alterare la flora intestinale e rendere permeabile la mucosa.
Quando questo accade, molecole tossiche e frammenti batterici attraversano la barriera intestinale e raggiungono il sangue. È il fenomeno noto come intestino permeabile. E da qui inizia una catena di eventi infiammatori che colpisce anche il cervello.
Quando la barriera intestinale è compromessa, anche la barriera ematoencefalica, quella che protegge il cervello dalle tossine, tende a indebolirsi. Il risultato è che sostanze infiammatorie, citochine e metaboliti intestinali possono influenzare direttamente i neuroni.
È in questo momento che appare quella sensazione indefinita di nebbia mentale. L’infiammazione intestinale altera la produzione dei neurotrasmettitori:
- Serotonina, legata all’umore e al senso di calma;
- Dopamina, che regola motivazione, concentrazione e piacere;
- GABA, che modula la tranquillità e riduce l’ansia.
Quando questi sistemi si sbilanciano, ti senti fuori asse, anche se il cerveIIo non presenta lesioni né patologie. Ti manca chiarezza, concentrazione e quella brillantezza che una volta ti veniva naturale.
Ogni infiammazione, anche la più piccola, è un processo che consuma energia. Le cellule immunitarie, quando attivate, liberano radicali liberi e sostanze ossidanti per combattere i nemici. Il problema è che, se l’infiammazione diventa cronica, questa guerra invisibile si prolunga nel tempo e prosciuga l’energia cerebrale.
Ecco perché ti senti esausto anche dopo aver dormito otto ore. Perché il corpo è impegnato a spegnere infiammazioni intestinali e non può dedicarsi al ripristino neuronale. Nel frattempo, la microglia, le cellule immunitarie del cervello, rimane iperattiva, mantenendo un costante stato di allerta. Il risultato? Un cervello infiammato, lento, appannato, incapace di rigenerarsi come dovrebbe.
Pochi sanno che oltre il novanta per cento della serotonina non si produce nel cervello, ma proprio nell’intestino. E questa serotonina periferica dialoga con il sistema nervoso enterico, influenzando la peristalsi, il tono dell’umore e persino il sonno.

 

Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!

ADVERTISEMENT
ADVERTISEMENT