Poco dopo il funerale, sua moglie lo contattò chiedendogli di incontrarlo.
Arrivò con un calore che notai subito: voce dolce, occhi comprensivi e un dono che Sam aveva desiderato darmi. Ci sedemmo in silenzio prima che lei rivelasse ciò che lui aveva tenuto nascosto dentro di sé per tutti quegli anni. Mi spiegò che Sam aveva amato profondamente nostro figlio e che la sua perdita lo aveva profondamente scosso. La sua calma esteriore non era indifferenza ed era l'unico modo per tenersi insieme senza andare in frantumi.
Poi mi porse un piccolo quaderno consumato: il diario personale di Sam. Tra le sue pagine c'erano lettere a nostro figlio, riflessioni sul dolore e pensieri che non aveva mai espresso. Mentre le leggevo, il peso del mio dolore trattenuto da tempo cominciò ad alleviarsi. Mi resi conto che il dolore si manifesta in modo diverso per ognuno di noi e che a volte le anime più silenziose nascondono l'amore più profondo. In quel momento, qualcosa dentro di me cambiò e provai un senso di pace che desideravo dal giorno in cui lo avevamo perso.