Attenzione! 8 farmaci che causano grave demenza
In uno studio su 6.000 partecipanti, il 10% di coloro che hanno assunto omeprazolo per 3 anni ha manifestato perdita di memoria. Un altro studio ha rilevato che il 33% dei pazienti che hanno assunto il farmaco per più di 4,5 anni ha riportato problemi cognitivi. Ciò potrebbe essere dovuto al ridotto assorbimento di vitamina B12, essenziale per la funzione neuronale.
L'omeprazolo viene spesso utilizzato senza prescrizione medica, ma è fondamentale consultare un medico prima di iniziare un trattamento a lungo termine. Il trattamento con PPI dovrebbe generalmente essere... Gli anticolinergici sono usati per trattare varie condizioni, tra cui il morbo di Parkinson e i disturbi urinari. Agiscono bloccando l'acetilcolina, un neurotrasmettitore chiave per la memoria e l'apprendimento. Gli studi dimostrano che aumentano il rischio di demenza. Ad esempio, uno studio dell'Università di Washington ha seguito più di 3.500 anziani per 10 anni e ha scoperto che coloro che usavano regolarmente anticolinergici avevano un rischio aumentato del 54% di sviluppare demenza.
Tra gli anticolinergici comunemente associati al declino cognitivo figurano meclizina, scopolamina, biperiden, ossibutinina e difenidramina. Tuttavia, altri farmaci, come glicopirronio e tiotropio, non hanno mostrato questi effetti. Pazienti e medici devono valutare attentamente i rischi e i benefici di questi farmaci.
Corticosteroidi e cervello
I corticosteroidi sono utilizzati per trattare varie infiammazioni e malattie autoimmuni. Tuttavia, l'uso prolungato, soprattutto orale, può causare gravi effetti collaterali come disorientamento, ansia e depressione. Uno studio britannico ha scoperto che le persone che assumevano corticosteroidi a lungo termine avevano un rischio maggiore di sviluppare demenza.
I glucocorticoidi come il prednisone influenzano le funzioni cerebrali alterando i livelli dell'ormone dello stress, il cortisolo. Anche i corticosteroidi inalatori come il fluticasone possono avere effetti negativi se usati ad alte dosi o per periodi prolungati. È essenziale che gli operatori sanitari ne monitorino attentamente l'uso e prendano in considerazione trattamenti alternativi.
Benzodiazepine: un rischio silenzioso per la memoria
Le benzodiazepine, come alprazolam e diazepam, sono prescritte per trattare l'insonnia e l'ansia. Sebbene efficaci a breve termine, il loro uso prolungato può raddoppiare il rischio di malattia di Alzheimer e causare danni cerebrali permanenti. Uno studio ha rilevato che il 40% delle persone che assumono questi farmaci manifesta vari sintomi neurologici, come difficoltà di concentrazione.
Sono inoltre associati a rischi di dipendenza fisica ed emotiva, rendendo difficile per molti pazienti interromperne l'uso. I medici stanno prendendo in considerazione trattamenti non farmacologici, come la terapia comportamentale, per trattare ansia e insonnia.